Imparare l’ottimismo – Martin E. P. Seligman


Imparare l'Ottimismo
Imparare l’Ottimismo
Come cambiare la vita cambiando il pensiero – Nuova Edizione
Martin Seligman
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Quale è la differenza fra in ottimista e un pessimista? Di fronte ad un evento negativo l’ottimista pensa che l’evento sia passeggero, che abbia conseguenze limitate ad un ristretto ambito e che lui non abbia responsabilità. Il pessimista al contrario penserà che l’evento si perpetui nel tempo, avrà conseguenze che pervaderanno tutti gli ambiti della sua vita e che sia conseguenza di sue colpe.

Di conseguenza, l’ottimista non si arrende facilmente, il pessimista sì. Ed entrambi alla fine …. avranno ragione!

Il grado di ottimismo ha riflessi sulla tendenza a soffrire di depressione, sulle probabilità di raggiungere successo, anche sulla salute.

Ma da cosa deriva la tendenza all’ottimismo (o al pessimismo) degli individui?

Un fattore importante è l’impotenza appresa. Se vivo un’esperienza in cui non ho il controllo di ciò che mi accade in situazioni analoghe non tenterò di uscirne anche se ce ne fosse la possibilità. L’esperienza precedente condiziona le esperienze future. In prove sperimentali questo avveniva in circa due casi su tre.  Ma questo apriva la strada a nuove domande. Cosa determinava il comportamento virtuoso di chi non si arrendeva pur in presenza di esperienze precedenti di impotenza? La risposta sta nelle spiegazione che il soggetto si dà degli eventi. Se penso che gli eventi siano persistenti, pervasivi e soggettivi non mi darò alcuna speranza di poterli cambiare, se penso che siano temporanei, di portata limitata e indipendenti dalla mia persona, penserò di poter cambiare la situazione.

Il testo contiene i test utilizzati scientificamente per misurare l’ottimismo degli adulti e dei bambini. I test sono diversi sia per essere più comprensibili ai bambini sia perché i bambini sono tendenzialmente più ottimisti degli adulti.

E’ presente anche un test della depressione: l’ultimi stadio del pessimismo.

Le teorie di Seligman sono alla base del cognitivismo che fonda sia la diagnosi che la terapia su ciò che le persone pensano rispetto agli eventi: come pensi, così stai. Ristrutturando i pensieri si impara ad essere ottimisti.

La ristrutturazione avviene in cinque passaggi divisi in due fasi. 

Prima fase ABC.

Adeversity: descrivere oggettivamente, senza valutazioni e giudizi, l’avversità, l’evento, l’interferenza, la causa.

Believes: descrivere i pensieri (o credenze, non i sentimenti) relative alle cause. Quali pensieri scattano in risposta all’evento?

 Consequences: descrivere i sentimenti e le azioni che sono scaturiti.

A questo punto individua le connessioni fra eventi, credenze e conseguenze. Scoprirai che i pensieri pessimistici generano passività e quelli ottimistici energia e spinta all’azione.

Quando raggiungi la consapevolezza di avere pensieri sono pessimistici puoi combatterli con la tecnica della distrazione: distogliere l’attenzione con gesti e azioni che rompono, interrompono ed evitano lo schema automatico di pensiero. Per avere effetti più duraturi occorre mettere in pista la tecnica della discussione:  trovare le tutte argomentazioni che intaccano e mettono in discussione la credenza, sospendendo il giudizio o prendendo le distanze, cercando i riferimenti contrari. Quali sono le prove contrarie e le spiegazioni alternative? Quale è fra le tante spiegazioni plausibili la più produttiva e utile per me?  Quale ha le implicazioni più utili e positive?

Qui si passa alla seconda fase: DE

Discussion: mettere in discussione le credenze, i propri pensieri, presenta prove contrarie, seleziona le alternative più produttive.

Energization: porre attenzione alla sensazione di energia e sfruttarla efficacemente per reagire e pensare a ciò che puoi fare per cambiare la situazione.

Le emozioni e le azioni non discendono direttamente dalle avversità, ma piuttosto da ciò che si crede riguardo ad esse. Mettendole in discussione si libera energia per cambiare le emozioni e agire efficacemente.

Seligman affronta e approfondisce i riflessi dell’ottimismo nell’ambiente di lavoro e nei risultati professionali, nell’educazione dei bambini, nella scuola, nello sport, nei confronti della salute, nella politica, nella religione e nella cultura.

Approfondimenti sono dedicati a come aiutare i proprio figli a evitare il pessimismo, a diffondere l’ottimismo nelle aziende e nelle organizzazioni.

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Una risposta a “Imparare l’ottimismo – Martin E. P. Seligman

  1. Ciao a tutti i lettori di IoManager.
    Cito un pezzo della recensione del libro di Seligman:

    Se penso che gli eventi siano persistenti, pervasivi e soggettivi non mi darò alcuna speranza di poterli cambiare, se penso che siano temporanei, di portata limitata e indipendenti dalla mia persona, penserò di poter cambiare la situazione.

    Questo passaggio ha fatto discutere tantissimo e dopo molti anni di studio ne è venuto fuori questo:
    http://www.micro-form.com/30-giorni-di-otttimismo

    Un Audio-Corso in cui si espone una teoria leggermente diversa e secondo me più realistica e applicabile.

    Spero possa interessarvi
    Sebastiano

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