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Il TAO del Coaching

Il Tao del Coaching
Il Tao del Coaching
Come aiutare individui e gruppi a realizzare obiettivi importanti
Max Landsberg
Dimmi di più…

Come aiutare individui e gruppi a realizzare obiettivi importanti

Un libro sintetico e chiaro per imparare i fondamenti del coaching.

Per diventare un ottimo coach le tecniche da imparare sono poche, giungere alla padronanza della materia, tuttavia, richiede molta pratica.

Ecco le tecniche descritte nel libro:

Prima regola fondamentale: fare domande anziché dire cosa fare.

Quando dai un feedback fai esempi concreti evitando di analizzare i tratti caratteriali (sei un coach non uno psicologo, ti interessano i risultati non l’interpretazione dei processi mentali!).

Ricorda la formula A.I.D.

Azione
Impatto
Desiderio (risultato desiderato)

Decidi insieme l’azione, prevedine  l’impatto, verifica che il risultato sia quello desiderato.

Come fornire un feedback costruttivo

  • Impegnati con l’interlocutore ad approfondire le questioni più importanti
  • Focalizza l’attenzione sulle capacità della persona
  • Fai esempi pratici su come migliorare le capacità
  • Individuate insieme le azioni costruttive
  • Verifica che la persona abbia capito
  • Invita la persona a valutare da sola la propria performance
  • Offri aiuto in caso di necessità.

Metodo GROW

Ecco un per pianificare le sessione di coaching

  1. Goal (stabilite gli obiettivi)
  2. Realtà (fai descrivere la situazione)
  3. Opzioni (elencate le alternative e le opzioni disponibili per produrre il cambiamento)
  4. Riepilogo  (riepilogate i passi successivi, le azioni da adempiere)

Come adeguarsi allo stile individuale della persona

Per essere efficace devi parlare la stessa lingua del tuo interlocutore. Occorre dunque identificare il suo stile individuali. Uno dei metodi disponibili consiste nell’adottare l’MBTI (Myer Briggs Type Indicator) che si basa su quattro dimensioni:

  1. Cosa infonde energia (estroversione o introversione) – l’individuo è estroverso o introverso?
  2. Come raccoglie le informazioni, cosa attira l’attenzione (sensazione o intuito) – reagisce di più in base a ciò che percepisce attraverso i sensi o in base a ciò che interpreta e pensa?
  3. Cosa spinge a prendere una decisione (pensiero o sentimento)  – decide in base al pensiero o al sentimento?
  4. Come si affronta la vita e il lavoro (giudizio o percezione) – preferisce usare il pensiero e il sentimento o la sensazione e l’intuito?

L’indicatore fornisce una guida per interpretare la persona che si ha di fronte e per adeguare conseguentemente la comunicazione e l’atteggiamento.

Resistenze (tue) al coaching

Probabilmente l’idea di adottare il coaching nei rapporti con gli altri fa nascere in te delle resistenze, queste sono le giustificazioni più frequenti:

Giustificazioni

  1. Mancanza di tempo 
  2. Alla persona non interessa
  3. Il lavoro ne risente
  4. Potrei nuocere

Le giustificazioni fanno da paravento alle vere motivazioni. Le motivazioni vere più frequenti sono:

Vere motivazioni

  1. Devo avere il pieno controllo di tutto
  2. Ho paura di non riuscire a farcela
  3. Se ignoro il problema, sparirà
  4. Non mi apprezzeranno

Una volta individuata la vera motivazione puoi rimediare in questo modo:

Rimedi

  1. Stabilisci tempi e modalità del coaching
  2. Domanda alla persona tempi e modalità più opportune per il coaching e il feedback
  3. Riesamina le tua capacità di diventare leader
  4. Inizia con qualcuno già bravo o fidato

Coaching veloce

Non necessariamente le sessioni di coaching devono durare molto e distribuirsi su un periodo di tempo. Alcune situazioni richiedo un caoching veloce e immediato.

Ecco i passi di una sessione di coaching veloce: 

  1. fai descrivere e definire il problema
  2. fai definire e descrivere la situazione ideale
  3. fai elencare gli ostacoli frapposti fra la situazione attuale e quella ideale
  4. cerca con la persona la soluzione per superarli definendo azioni e scadenze

Scegliere lo stile di coaching più adatto

Per capire quanto delegare

  1. Capire se la persona ha la volontà e la capacità per eseguire un compito
  2. Scegliere lo stile di coaching più adatto in base allo schema riportato sotto
  3. Spiegare l’approccio che si intende adottare
  4. Cerca di accrescere e potenziare la capacità e la volontà
Alta volontà Guidare Delegare
Bassa volontà Dare direttive Stimolare
  scarse capacità ottime capacità

Come gestire la resistenza (dell’altro) al coaching

Individua il motivo per cui il destinatario respinge l’offerta (rifiuta i consigli da chiunque o rifiuta te come coach?)

Riluttanza verso il coaching in generale

Atteggiamenti della persona:

  • Riluttanza ad ammettere la possibilità di miglioramento
  • Mancanza di fiducia verso l’azienda (per il caoching in azienda)
  • Temporanea mancanza di tempo

Opzioni a disposizione del coach

  • Individua i limiti della persona
  • Enfatizza la reale necessità di miglioramento oppure….
  • Fatti avanti e chiedi alla persona di farti a sua volta da coach
  • Costruisci fiducia
  • Fissa una sessione di coaching

Riluttanza verso di voi come coach

Atteggiamenti della persona:

  • Precedenti non felici nelle vostre interazioni 
  • Differenze sostanziali tra il tuo stile e il suo
  • Percezione del ruolo del coach come “altamente valutativo”

Opzioni a disposizione del coach 

  • Tenta di “seppellire l’ascia di guerra”
  • Parla apertamente e convieni che esistono differenze di stile (vedi l’MBTI Myer Briggs Type Indicator)
  • Spiega chiaramente il tuo ruolo 
  • Sottolinea che il coaching non è valutativo

Motivazione

Ciclo negativo della motivazione

Mancanza di fiducia -> Esitazione -> Scarsi risultati -> Feedback insoddisfacente -> Mancanza di fiducia….

Ciclo positivo della motivazione

Fiducia -> Desiderio di raggiungere un elevato standard qualitativo -> Ottimi risultati -> Elogi -> Fiducia ….

Inizia accrescendo la fiducia della persona:

  1. Fai prendere coscienza del suo grado di motivazione 
  2. fornisci una vision stimolante e supporti alla sua efficacia facendo riferimento a precedenti positivi anche in ambiti diversi dall’area in questione
  3. Individua ciò che motiva maggiormente (nel libro è presente un appendice con diversi test ed esercizi fra cui uno sulla motivazione)
  4. Apprezza gli sforzi e i risultati

Considerare le differenze culturali

Ecco quattro principali dimensioni che differenziano le culture nazionali o internazionali:

  • Schiettezza: essere diretti o lanciare messaggi impliciti  -> il feedback del coach deve tenerne conto
  • Attitudine alla gerarchia e al consenso/dissenso -> definire il ruolo del coach e scegliere lo stile più adatto
  • Individualismo/risultato di squadra -> valorizzare il risultato del singolo o della squadra

Formare una squadra vincente

Suggerimenti per ottimizzare il lavoro di squadra e suscitare un atteggiamento positivo verso il coaching:

  1. il gruppo definisce regole concordate di relazione e obiettivi individuali
  2. ciascun membro discute apertamente su come migliorare le proprie capacità
  3. la squadra stende il programma operativo
  4. si crea un clima di serenità nel dare e ricevere feedback e nell’evidenziare i problemi
  5. la squadra si riunisce ogni due settimane per discutere i risultati ottenuti

Il coach non è uno psicologo

Cosa devi fare come coach:

  • Assegna compiti specifici
  • sii schietto 
  • assicurati di sollevare problemi reali
  • calibra l’intensità e la frequenza del coaching
  • suggerisci a coloro che hanno grossi personali di rivolgersi a uno specialista

Cosa non devi fare come coach:

  • cercare di individuare problemi psicologici
  • essere accondiscendente e accomodante
  • andare fuori tema
  • eccedere nelle sessioni 
  • fare e far fare il passo più lungo della gamba

Fornire feedback al capo

Quasi tutti vorrebbero ricevere un feedback tempestivo, costruttivo, concreto ed espresso con chiarezza e delicatezza

Ecco come creare le condizioni per offrire il proprio aiuto anche al proprio capo:

  • “Vorresti un feedback? In che modo? Riguardo a cosa?”
  • “Se volessi darti un feedback come dovrei comunicartelo”
  • “Ritieni che potrei aiutarti a comprendere meglio alcuni aspetti del progetto a cui stiamo lavorando?”
  • “Come posso fare per parlare con te di….”

Mentoring

Il coach aiuta una persona a portare a termine un compiti specifici, il mentore sviluppa un rapporto di più lunga durata è un riferimento generale, fornisce una guida ed è di esempio.

Il mentore

  • Aiuta ad avere un atteggiamento positivo
  • Presta ascolto e comprende i sentimenti senza per forza legittimarli
  • Fornisce informazioni 
  • Promuove l’esplorazioni delle opzioni a disposizioni
  • Delega e lascia agire autonomamente
  • Discute apertamente dei comportamenti negativi
  • Suggerisce un modello di comportamento

Il TAO del coaching

Il significato del TAO del coaching sta nel migliorare le tua abiltà di leader aiutando gli altri a crescere e a sviluppare le loro capacità.

Significa: dare per ricevere

Dare (fare coaching)

Contesto

  • Individua le capacità e il grado di volontà della persona
  • Accordati sull’approccio più idoneo (frequenza, stile, …)
  • Sviluppa fiducia
  • Motiva

Organizzazione delle sessioni

  • Dedica alcune sessioni al metodo GROW (20 – 60 minuti)
  • Fornisci feedback (5 – 10 minuti)
  • Elogia, motivando (1 minuto)
  • Spiega con esempi concreti

Conclusioni

  • Incoraggia a riflettere
  • Stabilisci di comune comune accordo i passi successivi

Ricevere (coaching)

Frasi per “procurarsi” il coaching

  • (Al capo) “Sto cercando di migliorare in …, ti sarei grato potessi darmi dei feedback, ti va?”
  • (Al collega) “Penso che tu sia un esperto di …, vorrei migliorare anche io in quest’ambito. Ti spiace se nei prossimi mesi ti  chiedessi di fornirmi dei consigli?”
  • (Al collaboratore che riporta a te) “Desidererei avere un tuo feedback e qualche suggerimento su … ogni volta che pensi ce ne sia bisogno dimmelo, non aspettare che te lo chieda”

Il Tao del Coaching
Il Tao del Coaching
Come aiutare individui e gruppi a realizzare obiettivi importanti
Max Landsberg
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L’One Minute per vendere – Spencer Johnson, Larry Wilson

L'One Minute per Vendere L’One Minute per Vendere
Il modo più rapido per vendere di più con meno stress
Spencer Johnson, Larry WilsonCompralo su il Giardino dei Libri

E’ la storia di un uomo che aveva un grandissimo successo con le vendite.

Non era sempre stato così.  I suoi primi tentativi non sortirono grandi successi. All’inizio provava paura del rifiuto.  Decise allora di chiamare un venditore straordinario di cui aveva sentito parlare per chiedergli qualche consiglio.

Ecco il primo segreto che apprese:  “Il cliente è una PERSONA”.

Il corollario al primo segreto è il “Paradosso Meraviglioso”:

“Ottengo successo quando smetto di cercare di ottenere quel che voglio io e comincio ad aiutare gli altri a ottenere quello che vogliono loro (risolvere un problema, cogliere un’occasione,…)”.

Cosa significa? Significa avere un fine ed il fine è aiutare la gente ad ottenere ciò che vuole. Per questa via ottieni anche ciò che tu vuoi.

IL TUO FINE NEL VENDERE è aiutare la gente a raggiungere la soddisfazione che desidera circa quello che ha comprato e circa se stessa.

Ecco cosa fare per trasformare la vendita in un gioco divertente e privo di stress.

Prima della vendita

  • visualizza come il prodotto o servizio possa aiutare il tuo cliente, ti metto nei panni della persona e la vedi soddisfatta mentre utilizza il prodotto o il servizio
Durante la vendita
  • conquisti la fiducia della persona facendogli capire che ti interessa aiutarla, dici quel che farai e lo fai
  • poni domande e ascolti attentamente le risposte: cosa le piace di più di quello che ha, cosa vuole di quello che non ha, cosa le piace di meno di quello che ha
  • Riassumi le risposte sottolineando chiaramente la differenza fra ciò che l’altro ha e ciò che vuole, così sperimenta le sensazioni che gradirebbe provare (tutti noi compriamo la sensazione che proviamo usando il prodotto, non il prodotto)
  • Lo aiuti a procurarsi ciò che sente di volere, fai esempi di casi simili in cui sei stato di aiuto,  mostri come può procurarselo con il minimo rischio e la massima gratificazione personale
  • Chiedi di comprare (molti venditori banalmente non chiedono di concludere per paura del rifiuto)

Dopo la vendita€€

  • quando vendi con un fine la gente è contenta di ciò che ha comprato e di se stessa e ti fa propaganda
  • chiami le persone per scoprire se sono soddisfatte e se traggono profitto da ciò che hanno acquistato, le gratifichi e chiedi se conoscono qualcuno che potrebbe apprezzare il tuo aiuto
  • se non sono contente ti interessi alle loro difficoltà per trarne informazioni e imparare, cerchi sempre di dare una mano
Ed ecco i segreti per trasformare te stesso in un venditore di successo:
  • scrivi i tuoi obiettivi come se fossero già realizzati concentrandoti sulle cose più importanti, quel 20% che porta l’80% dei risultati
  • li rileggi spesso e li immagino già raggiunti soffermandoti sul piacere che provi avendoli conseguiti
  • ti abitui a sorprenderti a fare le cose giuste
  • quando raggiungi, anche parzialmente, un obiettivo, ti dici cosa hai fatto bene e godi della tua soddisfazione per averlo fatto
  • ti incoraggi a ripetere l’esperienza
  • quando non li raggiungi, rimproveri il tuo comportamento (non te stesso), giudichi inaccettabile (non cattivo) il tuo comportamento per gli standard che puoi raggiungere
  • osservi chiaramente cosa hai fatto e cosa provi in questa situazione
  • non ti identifichi con quel comportamento, anzi, sei convinto di essere in grado di cambiare rotta e adottare un comportamento che ti porterà ad essere soddisfatto di te stesso
  • ridi dello sbaglio e ricominci a lavorare ripartendo dagli obiettivi
QUANDO DOMINERAI IL METODO
NE RENDERAI PARTECIPI GLI ALTRI

L'One Minute per Vendere

L’One Minute per Vendere
Il modo più rapido per vendere di più con meno stress
Spencer Johnson, Larry Wilson

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Come ottenere il meglio da sé e dagli altri – Anthony Robbins

Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri
Il manuale del successo nella vita e nel lavoro (edizione italiana di “Unlimited Power: The New Science of Personal Achievement”)
Anthony Robbins
Compralo su il Giardino dei Libri

Il titolo promettere consigli pratici ed efficaci per cambiare in meglio, per crescere come persona e professionalmente.

Il sottotitolo non è da meno: Il manuale del successo nella vita e nel lavoro.

La quarta di copertina riporta, fra l’altro: Anthony Robbins fornisce in questo libro un insieme di strumenti pratici tali da rendere l’individuo capace di iniziative concrete nonostante eventuali paure; e la capacità di fare tutto ciò che occorre per avere successo è un potere quanto mai concreto.

Anche chi se è scettico verso quei libri il cui titolo inizia con “Come ottenere…” troverà beneficio dalla lettura.  Robbins aiuta a controllare le emozioni, a capire l’importanza del portamento e della fisiologia in rapporto agli stati d’animo, mostra l’importanza delle credenze su noi stessi e sulle nostre capacità, l’importanza di interpretare in chiave positiva ciò che ci accade, ci parla del dialogo interno, di obiettivi da fissare, di necessità di individuare una strategia e di metterla in pratica con la giusta flessibilità, della persistenza e della ripetizione, dell’ispirarsi a modelli reali e di imitarli, dell’essere generosi, e potrei continuare ancora per molto nell’elenco.

Il testo illustra chiaramente  le tecniche di PNL (programmazione neuro linguistica).  

La tesi di fondo è che la realtà non può essere trattata come dato assoluto, non è la stessa per tutti perché ognuno la interpreta secondo le proprie esperienze, attraverso il filtro dei propri sensi. Ognuno disegna a suo modo la mappa con cui legge il territorio comune, per dirla con una metafora (d’autore) frequentemente citata.

Il cervello impara a reagire in un certo modo agli stimoli e che così come ha imparato una volta gli può essere insegnato a rispondere allo stesso stimolo in modo diverso e più produttivo. Alcune tecniche possono sembrare difficili da adottare e eccessivamente “bizzarre”,  ma provando a metterle in azione, con tanta pratica e esperienza, spesso se ne raccolgono i frutti.

Una tecnica è quella dell’ancoraggio, ossia l’associazione di uno stato d’animo ad un gesto, ad esempio stringere forte il pugno. Molte quante associazioni sono già attecchite inconsapevolmente nella nostra mente. Spesso le nostre reazioni non sono latro che il frutto di un’associazione a un preciso evento,  o parola, o immagine,  o suono.

Altre tecniche sono più complesse, ma l’importante è provare, verificare e trovare ciò che più ci aiuta a migliorare.

Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri
Il manuale del successo nella vita e nel lavoro (edizione italiana di “Unlimited Power: The New Science of Personal Achievement”)
Anthony Robbins
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L’One Minute Manager – Ken Blachard, Spencer Johnson

L'One Minute Manager - Per gestire al massimo l'azienda, la casa e la famiglia

L’One Minute Manager – Per gestire al massimo l’azienda, la casa e la famiglia

Kenneth Blanchard – Spencer Johnson
Compralo ora su il Giardino dei Libri

Tutto cominciò (la mia avventuro nel mondo dello sviluppo personale) dalla lettura di questo libro…
Ero a Roma per visitare alcuni clienti “critici”. Gli incontri non erano andati bene, l’ultimo in particolare era stato particolarmente pesante. Avevo addirittura perso l’aereo che doveva riportarmi a Milano. Dovetti rimanere a dormire a Roma. Il giorno seguente, in attesa dell’imbarco, decisi di fare un giro nella libreria dell’aeroporto. L’umore era sotto i piedi ma avevo voglia di reagire. Fra gli scaffali intravidi un libretto. Copertina rigida, formato tascabile, poco più di 100 pagine. L’One Minute Manager.
Più produttività più profitti più benessere. Per gestire un’azienda, una casa, una famiglia…FUNZIONA!
Niente male come premessa!
Sull’ultima di copertina poche semplici parole: La gente soddisfatta di sé produce buoni risultati.
Intrigante! Era proprio quello che volevo, essere più soddisfatto di me. “Sì, lo compro!”
E così, d’un fiato, iniziai a leggere la storia del giovanotto che voleva diventare manager e del One Minute Manager che gli insegnava, o meglio gli faceva sperimentare, i principi del One Minute Manager. Eccoli:
Delega e autonomia: investi sulle persone, facendo emergere il potenziale vincente presente in ognuna di loro.
Scrivi e condividi gli obiettivi, stabilisci i comportamenti, verifica il lavoro, adegua il comportamento.
Focus e sintesi: tutto in un minuto o giù di lì.
Verifica dei risultati: sulla base di parametri condivisi e stabiliti in anticipo.
Riconoscimento e incoraggiamento: dispensa “lodi da un minuto”, quando “sorprendi” qualcuno a fare qualcosa di giusto.
Responsabilità: dispensa “sgridate da un minuto” quando “sorprendi” qualcuno a fare qualcosa di sbagliato. Devono essere tempestive, specifiche, senza dimenticare un sincero incoraggiamento finale.

Al mio arrivo a Milano stavo già leggendo l’ultima pagina. Rimasi profondamente colpito e ispirato dal quel testo, anche se, in verità, stavo cercando qualcosa che mi aiutasse nella gestione di me stesso mentre quel testo era più concentrato sulla gestione degli altri.

L'One Minute Manager - Per gestire al massimo l'azienda, la casa e la famiglia

L’One Minute Manager – Per gestire al massimo l’azienda, la casa e la famiglia

Kenneth Blanchard – Spencer Johnson
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100 regole per motivare gli altri – Steve Chandler e Scott Richardson

Autore: Steve Chandler – Scott Richardson

Titolo: 100 regole per motivare gli altri –

“Come riescono i grandi leader a ottenere risultati incredibili senza far impazzire i propri collaboratori”

Editore: Avallardi

Commento:

riporto il commento che si trova in quarta di copertina:

“E’ difficile credere che tanta saggezza, esperienza, e conoscenza possano essere racchiuse in un libro di così agevole lettura. E’ un viaggio nella pura essenza di ciò che davvero funziona”

Ron Hulnick, rettore dell’Università di Santa Monica (California)

100 brevi consigli di cui fare tesoro seguendo l’invito degli autori: il modo giusto è fare pratica. Fra le 100 regole prendine una manciata e usale, mettile alla prova, vedi cosa riesci a ricavare e analizza i risultati. Così otterrai quello che vuoi: persone motivate.

Ecco alcuni esempi:

Se c’è un problema, sei tu il problema, stai scaricando le ansie sugli altri.

Non si gestiscono le persone, ma gli accordi con le persone

Ogni giorno decidi cosa fare accadere oggi.

Usa il rinforzo positivo

Focalizza l’azione verso gli obiettivi importanti invece di “spengere i fuochi” (occuparti delle urgenze).

Loda il risultato e non lo sforzo.

….

100 Regole per Motivare gli Altri
100 Regole per Motivare gli Altri
Come riescono i grandi leader a ottenere risultati incredibili senza far impazzire i propri collaboratori
Steve Chandler

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La Musica in testa – Giovanni Allevi

Autore: Giovanni Allevi

Titolo: La musica in testa

La musica in testa

Editore: Rizzoli 24/7

Commento:

Dalla prima volta che l’ho visto in un programma televisivo mi ha incuriosito. Quando ho visto il libro in libreria ho iniziato a sfogliarlo con curiosità. Da ogni pagina che leggevo riuscivo a fare dei collegamenti con lo sviluppo personale. In questo “diario” c’è il sogno da realizzare, il fallimento, la perseveranza, l’emozione, il potere delle convinzioni, PNL inconsapevole.

Come non farsi male da soli

 

Come non Farsi Male da Soli

Gary Seigel

Manuale di autocontrollo – Strategie, segreti, consigli per evitare di parlare a sproposito

Avallardi

ISBN: 9788878871861

Prezzo € 12,50

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A chi non è capitato di dire qualcosa di cui poi si è amaramente pentito? Questo libro insegna a controllarsi nelle situazioni critiche ma anche ad impostare le giuste strategie di comunicazione, a riparare a gaffe ed errori e, cosa ancora più importante a chiedere scusa dopo una situazione imbarazzante.

Per prima cosa occorre stabilire un obiettivo e poi parlare pensando al nostro interlocutore, imparando a separare i fatti dai giudizi e in base a questo stabilire quale è la cosa giusta da dire.

Il tutto si riassume nella formula E + R1 = R2; Evento + la nostra Reazione all’evento determina il Risultato.

Per non farsi male da soli occorre controllare i propri pensieri negativi, le voci che ci portano all’autosabotaggio, le classiche profezie che si autoavverano che ci raccontiamo.  Occorre non farsi condizionare dalle esperienze passate né dalle profezie negative del futuro. L’atteggiamento è tutto.  E’ utile prendersi una pausa per visualizzare il risultato che si vuole ottenere e fare chiarezza su ciò che si vuole dire. I comportamenti derivano dalle sensazioni, che, a loro volta, dipendono dai tuoi pensieri. Attraverso le espressioni positive e le visualizzazioni puoi imparare a interpretare la parte, ad agire come desideri perché pensi quello in termini positivi rispetto a quello che vuoi ottenere.

Ascolta  e fatti ascoltare. Partiamo da quest’ultimo aspetto. Usa frasi semplici e concrete, costruisci immagini memorabili e emozionanti, incuriosisci e stupisci con dettagli inattesi. Riassumi e spremi il succo del discorso. Cosa vuoi che venga fatto dopo quello che hai detto?

Ascolta: fai domande, comprendi i desideri, riformula ciò che viene detto, conferma e ripeti, mantieni il contatto visivo, riconosci i sentimenti come prima cosa, poi affronta i fatti.

Per farsi comprendere occorre adeguare il messaggio all’interlocutore, personalizzando il discorso, capire la persona che si ha difronte. E’ diretta  (dominante) o indiretta (passiva), aperta (socievole) o chiusa (tranquilla), paziente o impulsiva, conformista o fuori dagli schemi? 

Esistono degli schemi che possono aiutarti ad affrontare situazioni difficili:

– Desiderio (cosa voglio) – Ostacolo (cosa mi impedisce di ottenerlo) – soluzione  (come supero l’ostacolo)

– Comportamento (descrivere il comportamento notato e le conseguenze) – Correzione (quali aspetti sono da correggere?) – Atteggiamento (accordo e impegno)

– Sentimento (riconoscere il sentimento dell’altro) – Empatia (mostrare comprensione) – Comunicazione (proporre una strada diversa)

Imparare i copioni può essere molto utile per affrontare le situazioni difficili.

Altri consigli: parlare in prima persona e evitare i termini assoluti (sempre, mai, devi, …), esprimere i propri sentimenti, affrontare un argomento alla volta, individuare il pensiero nascosto dietro il comportamento, osservare il linguaggio del corpo dell’altro e gestire il proprio.

Atteggiamento con le persone difficili: quelle che controllano pedissequamente, perdono le staffe, tradiscono la fiducia, fanno favoritismi, non comunicano o comunicano troppo, non forniscono feedback, non riconoscono il lavoro e i progressi.

Consigli: conoscere la loro storia (aiuta a comprenderle), comprendere il punto di vista dell’altra persona e farle capire che lo si è compreso e poi decidere se vale la pena di cedere o comunque mantenersi sulle proprie posizioni. Se si mostra di comprendere l’altro è più facile che l’altro comprenda noi.

Nelle discussioni occorre tenere conto che sono sempre coinvolti tre aspetti: ciò che è accaduto (i fatti), ciò che si prova (i sentimenti e le emozioni), la percezione della nostra immagine (l’identità) . Questi tre aspetti vanno considerati dal punto di vista nostro e dell’altro.

Se occorre è meglio “sbollire” prima di affrontare la discussione, è sempre meglio essere specifici e porre limiti ben chiari all’invasione dell’altro esprimendoli in modo spersonalizzato e oggettivo. Evitare di prendersela sul personale, fare domande e chiedere aiuto all’altro per trovare una soluzione.

Adottare le tecniche e i processi del coaching:  individuare il problema, condividerlo, concordare una soluzione, verificare che la soluzione sia messa in pratica, riconoscere il cambiamento.

Controllare il linguaggio del corpo aiuta nelle situazioni difficili: sorridere, adottare atteggiamenti e posture “aperte”, inclinarsi verso l’interlocutore, mantenere il contatto visivo, annuire.

Il corpo tradisce i pensieri ed è molto difficile da controllare: la cosa migliore per non farsi tradire dal corpo è controllare i propri pensieri.

Evitare le battute fuori luogo o politicamente scorrette.

La comunicazione elettronica favorisce le incomprensioni. Evitare di essere troppo sintetici. Se la mail è “bollente” attendere prima di inviarla (un buon consiglio è di no mettere il destinatario prima di aver riletto il messaggio e se necessario, dopo averlo fatto decantare nelle bozze).

Regole di un buon messaggio e-mail:

Prima di tutto il inserire il messaggio (cosa si vuole dire e perché), poi l’azione (cosa vuoi che il lettore faccia), fornisci i dettagli ossia tutto quello che deve sapere per agire, allegare eventuali documenti di approfondimento.

Rileggere! Anche a voce alta e a ritroso frase per frase.

Se si deve dare notizia negativa, inserire per prima cosa un messaggio positivo, inserire, senza troppi giri di parole , la notizia negativa, suggerire eventuali alternative.

Come risollevarsi da una gaffe:

Ammettere l’errore assumendosi le proprie responsabilità, chiedere come poter riparare e ascoltare.

Gary Seigel

Manuale di autocontrollo – Strategie, segreti, consigli per evitare di parlare a sproposito

Avallardi

ISBN: 9788878871861

Prezzo € 12,50

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